Feci dure, stitichezza e motilità intestinale: cosa significa?
Come molti altri aspetti della vita, spesso tendiamo a dare per scontata la regolarità intestinale. Tuttavia, la stitichezza è un problema molto comune in Italia e nel mondo e perciò andrebbe approfondito.
Ancora oggi, tutto ciò che ha a che fare con l’apparato digerente e le funzioni intestinali è considerato un argomento personale, da non condividere con nessuno. In effetti, le domande sui problemi di digestione e sulla frequenza di evacuazione possono mettere a disagio più di una persona.
Eppure, proprio a causa di questa mancanza di comunicazione e del tabù ancora esistente, sono molte le persone che non solo preferiscono non cercare aiuto, ma che non sanno neanche dell’esistenza di rimedi per favorire il transito intestinale e gestire il problema della stitichezza.
Per questo motivo, è necessario superare l’imbarazzo e approfondire il tema della stitichezza, allo scopo di vivere in modo più sereno. In questo articolo, esploreremo diversi argomenti utili allo scopo, tra cui la motilità intestinale, la frequenza di evacuazione considerata nella norma, la stitichezza ed eventuali cause di irregolarità all’intestino.
Frequenza di evacuazione e consistenza delle feci: cosa sapere
La domanda che sorge spontanea a questo punto è: ‘Quante volte al giorno si dovrebbe andare in bagno?’. In generale, evacuare più di tre volte al giorno potrebbe essere sintomo di diarrea, mentre andare di corpo meno di tre volte a settimana potrebbe essere indice di stitichezza.
Tuttavia, è importante considerare che la frequenza dei movimenti intestinali varia da persona a persona. In caso di dubbi, può essere utile monitorare i propri movimenti intestinali e prestare attenzione a eventuali cambiamenti. Se si verifica un cambiamento improvviso delle tue abitudini fisiologiche, forse è il caso di indagarne la causa insieme al tuo medico.
Di seguito, forniamo un quadro generico per definire le due condizioni menzionate in modo più dettagliato.
Diarrea: sintomi principali
La diarrea è caratterizzata da scariche intestinali frequenti, liquide e urgenti, difficili da trattenere.
Esistono due tipi principali di diarrea: acuta e cronica. La prima è causata generalmente da infezioni virali, batteriche e parassitarie; la seconda tipologia, invece, può essere dovuta ad alcune patologie dell’apparato digerente. Perciò, se la diarrea si presenta in modo frequente, è consigliabile consultare un medico per escludere eventuali condizioni gravi.
Stitichezza: feci dure e altri segnali
La stitichezza è il problema opposto della diarrea: viene infatti definita dalla comunità medica come una condizione in cui la frequenza di evacuazione è inferiore rispetto alla “frequenza normale”.
In particolare, le persone stitiche lamentano una defecazione insoddisfacente e meno frequente di quanto desiderino. Le feci sono solitamente di volume ridotto, consistenza dura e difficili da espellere.
Anche se non tutti lo sanno, il problema della stitichezza colpisce una buona parte della popolazione e spesso viene auto-diagnosticata e autogestita. Tuttavia, sono diverse le cause della stitichezza, tra cui fattori come stress, dieta squilibrata, mancanza di attività fisica o effetti collaterali di farmaci.
Movimento intestinale: quando è normale?
Il movimento intestinale avviene al termine della digestione, che inizia con l'ingestione del cibo e si conclude con l'escrezione dei rifiuti solidi, comunemente chiamate feci.
Come anticipato, la frequenza e le caratteristiche dell’evacuazione possono variare da persona a persona, così come la consistenza delle feci. Di conseguenza, per capire se la tua condizione intestinale è regolare oppure no, sarebbe bene conoscere meglio le caratteristiche delle tue feci.
Forma delle feci
Per la determinazione delle feci, viene solitamente utilizzata la Scala di Bristol (in figura), ossia uno strumento che classifica le feci in sette tipi, in base al loro aspetto.
In generale, i tipi 1 e 2 indicano una condizione di stitichezza, i tipi 3 e 4 indicano una condizione regolare, mentre i tipi dal 5 al 7 sono associati alla diarrea.
Consistenza delle feci: dure, morbide o liquide
Ma allora qual è la consistenza ideale delle feci? La Scala di Bristol (BSF) classifica le feci in base a questo parametro:
- tipi 1-2: Troppo dure! Le feci dure come nei primi due tipi possono indicare stitichezza ed evacuazione dolorosa, oltre che difficoltosa;
- tipi 3-4: Perfette! Queste due tipologie invece indicano la consistenza ideale delle feci;
- tipo 5: Troppo morbide! La consistenza troppo morbida indicata nel punto 5 potrebbe segnalare una carenza di fibre, che aiutano ad assorbire i liquidi e a dare maggiore solidità alle feci. Se le tue feci rientrano in questa categoria, allora potrebbero esserci dei problemi intestinali;
- tipi 6-7: Troppo liquide! Le feci di tipo 6 e 7 sono tipiche della diarrea e potrebbero indicare problemi digestivi.
Se in seguito a queste indicazioni hai notato che le tue feci corrispondono alle tipologie ‘non regolari’, allora sarebbe meglio individuarne la causa con l’aiuto di un medico, così da seguire il trattamento corretto.
Quali sono le cause dell’irregolarità intestinale?
Sono molti i fattori che potrebbero alterare la normale funzionalità intestinale. Tra questi rientrano per esempio condizioni mediche, assunzione di alcuni farmaci e integratori, oppure elementi legati allo stile di vita. Di seguito analizzeremo alcune di queste potenziali cause.
Condizioni mediche
Tra le condizioni mediche responsabili di eventuali alterazioni dell’alvo intestinale rientrano il diabete, l’ipotiroidismo e la sindrome del colon irritabile. Allo stesso tempo, esistono anche alcune patologie responsabili della stitichezza.
Si ricordano in particolare le seguenti:
- celiachia;
- morbo di Parkinson;
- lesioni del midollo spinale o del cervello;
- infiammazione dovuta a diverticolosi o proctite;
- tumori o ostruzioni anorettali.
Se temi che la tua irregolarità intestinale sia collegata a una condizione medica seria, consigliamo di consultare il tuo medico.
Farmaci e integratori
Oltre a specifiche condizioni mediche, anche alcuni farmaci e integratori potrebbero causare la stipsi, in particolare:
- antiacidi contenenti alluminio e calcio;
- farmaci calcio-antagonisti;
- diuretici;
- antidolorifici oppioidi;
- alcuni antidepressivi;
- integratori di ferro;
- farmaci antiepilettici (anticonvulsivanti).
Se alla base della propria stitichezza ci sono alcuni farmaci o integratori di questo tipo, sarebbe opportuno parlarne con un medico e trovare una soluzione.
Stile di vita e alimentazione
Naturalmente, la prima causa da ricercare quando si soffre di irregolarità del transito intestinale si trova nello stile di vita e soprattutto nell’alimentazione. In particolare, alcune abitudini quotidiane potrebbero influenzare negativamente il nostro organismo, provocando la stitichezza.
I fattori più comuni che riguardano l’alimentazione sono in particolare:
- carenza di fibre nella dieta: la fibra aiuta a mantenere la regolarità intestinale;
- disidratazione: bere poca acqua può rendere le feci più dure e difficili da espellere;
- cambiamenti improvvisi della dieta: brusche modifiche alle abitudini alimentari possono alterare il transito intestinale.
In merito allo stile di vita, invece, le cause della stitichezza si ritrovano soprattutto nella sedentarietà, nello stress da viaggio, nell’invecchiamento e infine nell’abitudine di posticipare lo stimolo a evacuare.
Rimedi contro le feci dure, per un intestino più regolare
Dopo aver approfondito le cause principali della stitichezza e dell’irregolarità intestinale, vediamo come combattere la stitichezza tramite rimedi e accorgimenti naturali e non solo.
Come combattere la stitichezza: rimedi naturali
La prima soluzione da mettere in pratica quando si hanno problemi di stitichezza è cambiare la propria alimentazione quotidiana, integrando cibi ricchi di fibre. Il motivo è che la fibra alimentare aiuta il corpo a eliminare le scorie più rapidamente, riducendo il tempo di transito intestinale e aumentando il volume delle feci. Tuttavia, è importante aumentare l'apporto di fibre in maniera graduale, onde evitare reazioni fastidiose, come meteorismo e aria nella pancia.
Un altro elemento fondamentale per favorire il transito intestinale e contrastare la stitichezza è l’idratazione. L'acqua, infatti, è essenziale per il corretto funzionamento dell’apparato digerente, poiché trasporta i nutrienti alle cellule ed elimina i rifiuti, ammorbidendo anche le feci. Per questo, è bene assicurarsi di bere la giusta quantità di acqua ogni giorno.
Anche l’attività fisica può contribuire a regolarizzare l’intestino. Camminare, correre e svolgere esercizi di resistenza è importante per ridurre il tempo di transito intestinale, eliminando più rapidamente il cibo ingerito. Al contrario, la sedentarietà tende ad aumentare questi tempi.
A qualcuno potrebbe sembrare strano, ma la postura quando si è in bagno può rivelarsi molto utile per facilitare l’evacuazione. Per contrastare la stitichezza, per esempio, sarebbe ideale assumere una posizione accovacciata.
Infine, un altro accorgimento importante ma ignorato da molti è monitorare la frequenza di evacuazione. Evacuazioni intestinali frequenti e soddisfacenti ti consentono di vivere più serenamente. Ecco perché dovresti tenere sotto controllo le tue abitudini intestinali, così da individuare eventuali cambiamenti nella digestione. Considera che l'intestino tende a essere più attivo al mattino e dopo i pasti. Infine, è fortemente sconsigliato resistere o ignorare lo stimolo: se hai necessità di andare in bagno, vai.
Rimedi per la stitichezza: lassativi
Un altro rimedio per combattere la stitichezza è l'assunzione di lassativi. Tuttavia, prima di selezionarne una tipologia è importante assicurarsi quale sia il prodotto più adatto alle proprie esigenze.
Domande frequenti
Come si riconosce la stitichezza?
La stitichezza è caratterizzata da evacuazioni infrequenti (meno di tre volte a settimana), feci dure e difficili da espellere, sensazione di evacuazione incompleta e sforzo eccessivo durante la defecazione.
Quali sono le cause della stitichezza?
Le cause della stitichezza possono essere diverse, tra queste si ricordano:
- Dieta povera di fibre: la fibra aiuta ad aumentare il volume delle feci e a favorire il transito intestinale.
- Disidratazione: bere poca acqua rende le feci dure e difficili da espellere.
Sedentarietà: la mancanza di movimento rallenta la funzionalità intestinale. - Farmaci: alcuni farmaci, come antiacidi, antidepressivi e oppioidi, possono causare stitichezza come effetto collaterale.
- Condizioni mediche: alcune patologie, come il diabete, il morbo di Parkinson e la sindrome del colon irritabile, possono influenzare la motilità intestinale.
Come prevenire la stitichezza?
Per prevenire la stitichezza è importante seguire alcuni accorgimenti quotidiani, per esempio aumentare l'assunzione di fibre, consumando più frutta, verdura, cereali integrali e legumi; bere molta acqua, almeno 1,5-2 litri al giorno; praticare attività fisica regolarmente, almeno 30 minuti di esercizio fisico moderato; ascoltare il proprio corpo, non ignorando lo stimolo a evacuare; assumere una posizione corretta durante la defecazione, per facilitare l'evacuazione.
Quando la “frequenza di evacuazione” si definisce normale?
La frequenza intestinale varia da persona a persona. In generale, si considera normale evacuare da 3 volte a settimana a 3 volte al giorno. Se si verifica un cambiamento improvviso delle proprie abitudini intestinali, è consigliabile indagare il motivo e consultare un medico.
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